Maurice de Vlaminck, Il rimorchiatore, 1905, olio su tela, cm 58,5×72,4

€5000

Info

Il colore espressivo utilizzato da Maurice de Vlaminck per dipingere Il rimorchiatore deriva dalle esperienze postimpressioniste di Vincent van Gogh del quale l’artista Fauves era un grande estimatore. Il tronco di un grande albero traversa il dipinto verticalmente in primo piano. In basso oltre la riva, l’acqua lambisce le sponde coperte di vegetazione rada. Un rimorchiatore giunge da destra e avanza passando dietro all’albero della riva. Sull’imbarcazione sembrano comparire due sagome umane. Sulla riva opposta un edificio pare incastonato tra alcuni alberi. A sinistra, invece, il bosco arriva fin sulla riva. Il tema del paesaggio fluviale fu molto frequentato dai Fauves. André Derain dipinse il Porto di Londra e Big Ben, London durante i soggiorni a Londra nel 1906.

Descrizione dettagliata

Il gruppo di artisti definiti dal critico Georges Vauxcelles Fauves (belve), pur uniti da un linguaggio cromatico acceso non ebbe una dichiarata estetica comune. Non li univa l’intenzione di portare avanti una critica sociale o descrivere le condizioni di vita della gente comune. Le deformazioni che alcuni di loro applicarono alle forme non rappresentavano l’urgenza di esprimere stati di malessere interiore come nel caso di Edvard Munch. Matisse, Derain, e de Vlaminck, erano, piuttosto, interessati ad esprimere la gioia di vivere attraverso un linguaggio libero da schemi tradizionali. Ispirati dalle ricerche di Van Gogh (de Vlaminck) e di Gauguin crearono un linguaggio cromatico antinaturalistico, usando il colore in modo personale. Inoltre, abbandonarono la prospettiva geometrica, il volume e il chiaroscuro. Nel dipinto Il rimorchiatore di Maurice de Vlaminck si riscontrano tutte le caratteristiche del dipingere ciò che si sente e non ciò che si vede come nel caso degli impressionisti. Maurice de Vlaminck fu ammirato dall’uso del colore espressivo di Vincent van Gogh. Nei suoi dipinti, infatti, si riscontra ancora un legame con la natura. Il tronco e la riva, in primo piano, sono illuminati dalla luce del sole arancione e gialla. L’acqua e le ombre delle fronde sono blu mentre il bosco della riva opposta è dipinto con una varia gamma di verdi. Infine, anche il cielo azzurro è attraversato da grandi nuvole chiare. La cifra più evidente è l’uso di contrasti di complementari per alternare gli spazi in primo piano come l’arancione e il blu. I contrasti tra colori caldi e freddi definiscono le parti in luce e quelle in ombra. I contrasti di luminosità, invece, aiutano ad identificare le figure e i vari ambienti. La linea di contorno scura aiuta a costruire le forme e a rafforzare le masse prive di chiaroscuro. Nessuna prospettiva geometrica aiuta l’osservatore a costruire lo spazio della scena. Agisce, piuttosto, una forte prospettiva di grandezza attraverso le dimensioni progressivamente ridotte delle figure. Il tronco in primo piano permette di determinare un metro di valutazione confrontato con la dimensione del traghetto. In questo modo si intuisce la distanza alla quale si pone la riva con il bosco e la casa. Pur utilizzando un linguaggio libero da costrizioni formali e dalla necessità di imitare la natura, de Vlaminck usa una rigorosa costruzione prospettica. Questa esigenza fu diretta conseguenza della scelta di creare un nuovo modo di esprimersi. Il dipinto, poiché si discosta dalle regole della tradizione, deve possedere una forte struttura sintattica che in questo caso si manifesta nel rigore compositivo. La struttura compositiva, non imitando le grandi opere deve essere attentamente progettata a prescindere dal soggetto del dipinto. Lo stesso anno nel quale fu dipinto Il rimorchiatore da Maurice de Vlaminck segnò l’esordio del gruppo di pittori definiti Fauves dal critico Georges Vauxcelles. Invitati ad esporre i loro lavori presso il Salon d’Automne di Parigi gli artisti vennero riuniti in una sala definita da Vauxcelles la “cage des fauves”. Con il loro linguaggio fecero irritare i tradizionalisti ma alcuni commercianti tra i quali Ambroise Vollard e Berthe Weill decisero di investire nei giovani rivoluzionari.